lunedì 31 ottobre 2011

L'àlbero e la vita

Pianterò questo ramo pei Futuri
e lo vorrò bello di vita ed alto,
di bei riflessi in mezzo a legni oscuri
di chiare, accese tinte e verde smalto;

ricco di frutti e gusti buoni e puri
di leste piume d'ogni nota e salto,
ampio nell'ombra ai giorni caldi e duri
sonante ai venti dal possente assalto;

èran fitte le fronde al fiume e al parco
e mi duole pensare quanto spesso
mal guidata è la falce del progresso;

anche se rado entro nel sano varco;
un filo nasce fra un'erba ingiallita,
senza dolore si svolge la vita.

                                 Daniele Ambrosini.

Metro: sonetto lìrico.

Pubblicato in antologia "Il Federiciano" 2011, da Aletti Editore, Villalba di Guidonia (Roma)

giovedì 4 novembre 2010

Armonie dal Ponte Vecchio

S'indorava dei colli ampia la cinta
ed imbruniva sopra l'Arno e in piano,
sul Pratomagno l'azzurro lontano
sfumava nella sera a tinta a tinta;

da un freddo velo la scena fu avvinta,
la luce apparve stellata pian piano,
mirava il gatto i riflessi dal vano
nell'acqua ai ponti vibrare distinta;

e il Duemila saliva dal ventaglio
dei sècoli, versàndoci la pace
pei sogni puri dell'ansiosa mente;

ed era dolce a quei lumi il travaglio,
come l'ombra abbellita nel fugace
variare del colore rinascente.

Daniele Ambrosini.

Sonetto lìrico, un po' nostàlgico ma felice; è la speranza nel Duemila, per le fantasie di pace e armonia sulla terra. Lìrica nell'antologia Il Federiciano 2010, pei tipi di Aletti editore, Villalba di Guidonia, Roma.

mercoledì 30 settembre 2009

Vénti pensieri per la morte di un gatto.

Ora Milù sei nascosto davvero!
adesso il verde vissuto negli occhi
non scintilla ora vispo ed ora fiero,
non fingi agguati con ràpidi tocchi;

sei fuggito leggero, come l'ombra
di un sogno, il gelo portando e rimorso:
i sensi affondano, nella penombra
del Nulla, il sangue ravviva il suo corso!

e il male e il bene hanno la stéssa faccia
e il nero e l'ìride, e stérpi e foreste,
e mari urlanti o in soave bonaccia;
avvolge il mondo una funèrea veste!

oltre i sentieri del tempo e del male
salterai, gatto malato e ora in pace;
ora è disciolta la forma carnale
in pura veste di gioia verace;

fosti compagno ai percorsi di vita
e or che gl'intrecci dispiego da solo,
senza rimpianti ti fu la partita
e non cedesti alla fiamma del duolo.

Daniele Ambrosini.

Metro: ode lìrica di cinque strofe, in versi di ùndici sìllabe, con rima abab per ognuna di esse.

L'ho amato di quel bene che si ha quando vien toccato lo spìrito: del bene privo d'interessi terreni che proviamo per una persona cara, per un aspetto alto e puro della natura o delle arti umane.

Con vivo piacere vedo pubblicata questa lìrica, sull'antologia: "Dedicato a...Poesie per ricordare", volume 8, Dicembre 2009, Aletti editore, Villalba di Guidonia, (Roma).


Daniele Ambrosini.

Col mio gatto di sera, nel balcone fiorito.

Ricordi gatto il tuo sguardo curioso
all'apparire della prima neve,
quei bianchi fiori sospesi sul breve
confine e sul terrazzo odoroso?

e poi il rosato glìcine dolciastro
e il tiglio folto che la calma infonde,
e i vari assoli degli stormi ad onde
dare la vita a quel muro grigiastro?

eran segnali d'altri mondi arcani
che fingevamo gratìssimi e immensi;
poi mi guardavi coi begli occhi densi
di verde e di tesori più lontani;

ma di piombo le vesti aliava breve
il volo ai nostri anèliti sinceri,
noi dal destino e terreni doveri
incatenati a questo spazio greve;

disparìvano i sogni e sul verone,
colmo di piante e d'affetto, distinta
la pace ci avvolgeva in dolce laccio;

e a sera vedevamo dal balcone
scender la tela del giorno, dipinta
del presente coi sogni in aureo abbraccio.

Daniele Ambrosini.

Metro: ode elegìaca di sei strofe, le prime quattro di quattro versi endecasìllabi; la quinta e la sesta di tre versi ciascuna, sempre di ùndici sìllabe;

è un ricordo felice del mio gatto Milù, un vìvace certosino che ha sfiorato i 17 anni di età: dagli inizi del 1990 alla fine del 2006;

pubblicata su antologia di autori vari "Habere artem", da Aletti editore, Villalba di Guidonia (RM).
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martedì 30 giugno 2009

La giovinetta e il fiore spento

Ti han tagliata la chioma all'improvviso,
la tua nube di pòlline è deposta,
la tua intera beltà giace composta,
un freddo legno ora t'onora il viso;

sei un àlbero interrotto nel giardino
della speranza, un'ombra non gustata
nelle candenti estati, un'inobliata
mòlle corteccia, un innocente spino;

ora sei fiore in solinghi dirupi
che splende solo nel ricordo amaro,
o l'alpestre vessillo delle rupi,
incanto breve in questo mondo avaro;

rinascerai; nulla muore dal verde,
risorge il mirto ed il vìvido elianto
dalle rèsine spente; non si perde
un fiore mai, e né il frutto suo vanto.

Daniele Ambrosini.

Poesia pubblicata nell'antologia di autori vari: "Il Federiciano", del Dicembre 2009, pei tipi di Aletti editore, Villalba di Guidonia, (Roma).


Metro: ode nel gènere lìrico, di quattro strofe endecasìllabe; dedicata a tutte le donne che pèrdono la vita per la brutalità dell'èssere maschile; ho inserito questa lìrica, nella lettura teatrale : il Fiore degli antichi pòpoli, da me ideata ed eseguita in negozio a invito gratùito, con qualche mio intervento esplicativo e alcune mie lìriche ad integrare un Corpus di poesie di vari autori dal xvi al xx sècolo; poesie recitate dalla voce ampia e di suggestive modulazioni dell'attore Filippo Frittelli, pure autore di apprezzati interventi scenogràfici; questa lettura verrà proposta al Nuovo Teatro La Fenice di Lastra a Signa il 2 luglio 2009, con gli stessi protagonisti dell'invito in Libreria del 12-13 giugno 2009; ringrazio per lo spazio in Teatro: il Comune di Lastra a Signa, l'Associazione culturale Palaquio, le Industrie Low Cost; inoltre, segnalo i mèriti particolari degli amici e dei presenti in Libreria nelle due serate, i quali per la loro sincera ammirazione hanno permesso questi sviluppi; tanto dovevo e tanto ho segnalato; Daniele Ambrosini.

venerdì 19 giugno 2009

Piaceri del mattino


 
Rimbalza il vento, aspro, di fronda in fronda,
cìgolan pruni e foglie
e geme l'erba smossa e par ghironda
spaziante fino alle montane soglie;

e sembra ancor più càndida la luna,
ogni nùvola è lesta,
spicca ora solitario ed or s'aduna
il cantar di civette che fan festa;

il dondolio de' rami sibilanti
di quercia o di betulla
ha umani accenti, come cori urlanti,
poi lentamente ogni rumor s'annulla;

crèpita lieve nel bosco e alla valle,
nell'aria cupa ancora;
la notte sta per vòlgere le spalle,
ognuno è in pace: arriverà l'Aurora.

Daniele Ambrosini.


Metro: ode composta di quattro strofe, da quattro versi ciascuna; il primo, terzo e quarto verso d'ogni strofa sono di ùndici sìllabe(endecàsillabi), mentre il secondo è sempre un settenario.

sabato 4 aprile 2009

è tramontato il tuo volto stasera

è tramontato il tuo volto stasera
e non c'è luce che vale il tuo sguardo,
brìllano invano le stelle e la sfèra
più dolce pare un'amaro stendardo;

ora diffondi ad altrui l'intera
tua grazia e io volo al divin tuo riguardo,
con i pensieri in amorosa schièra
mentre ti lancio il cuore come un dardo;

adesso tu saluti il mondo, il cièlo,
ridi e proteggi il tenerèllo fiore,
amor ti sale agli occhi; io vedo un velo;

abbi pietà di chi ti versa onore,
di chi sorregge il suo gravoso stèlo
solo per dare gioia al tuo dolore.

Daniele Ambrosini.

Da Fonte del Sole, pubblicato dal Fauno editore, Firenze, maggio 1989. Metro: sonétto di gènere lìrico;
Daniele Ambrosini.