S'indorava dei colli ampia la cinta
ed imbruniva sopra l'Arno e in piano,
sul Pratomagno l'azzurro lontano
sfumava nella sera a tinta a tinta;
da un freddo velo la scena fu avvinta,
la luce apparve stellata pian piano,
mirava il gatto i riflessi dal vano
nell'acqua ai ponti vibrare distinta;
e il Duemila saliva dal ventaglio
dei sècoli, versàndoci la pace
pei sogni puri dell'ansiosa mente;
ed era dolce a quei lumi il travaglio,
come l'ombra abbellita nel fugace
variare del colore rinascente.
Daniele Ambrosini.
ed imbruniva sopra l'Arno e in piano,
sul Pratomagno l'azzurro lontano
sfumava nella sera a tinta a tinta;
da un freddo velo la scena fu avvinta,
la luce apparve stellata pian piano,
mirava il gatto i riflessi dal vano
nell'acqua ai ponti vibrare distinta;
e il Duemila saliva dal ventaglio
dei sècoli, versàndoci la pace
pei sogni puri dell'ansiosa mente;
ed era dolce a quei lumi il travaglio,
come l'ombra abbellita nel fugace
variare del colore rinascente.
Daniele Ambrosini.
Sonetto lìrico, un po' nostàlgico ma felice; è la speranza nel Duemila, per le fantasie di pace e armonia sulla terra. Lìrica nell'antologia Il Federiciano 2010, pei tipi di Aletti editore, Villalba di Guidonia, Roma.
1 commenti:
Molto bella complimenti
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